Teckell stories

Teckell è una piccola azienda di alto design che produce calci balilla, biliardi e pendoli in cristallo e alluminio, con una cura ossessiva per la qualità.
Insieme all’azienda e all’agenzia di comunicazione Elita, TPTS ha progettato un percorso di raccolta di storie degli artigiani e delle botteghe che lavorano a stretto contatto con Teckell.
Le storie sono state utilizzate come contenuti per il sito web dell’azienda.

Giorgio Barban negli anni ’60 aprì insieme alla moglie una piccola bottega che oggi è un’azienda di arredamento gestita dai due fratelli di Gianfranco, Giuliano e Cristiano.


“Nel 1980, l’anno del terremoto, sono salito al Nord dall’Irpinia, da solo. Avevo diciott’anni, scuola appena finita. Ho iniziato a lavorare come dipendente in una ditta di puliture metalliche, dopo undici anni ho aperto la mia azienda. Abbiamo lavorato di tutto: all’inizio sopratutto componenti metalliche di affettatrici alimentari, poi pezzi per moto ed elicotteri. Qualche anno fa, quando fu rinnovata la Scala, il restauro dei 600 lampadari fu affidato a noi. Quello che mi interessa è il lavoro di contenuto: per questo tra i nostri clienti ci sono Boffi, Agusta, e naturalmente Teckell.”


“Io sono nato in una falegnameria, praticamente. Sono cresciuto con a disposizione un’infinità di materiali, di attrezzature. Amavo quel posto e la natura che c’era intorno: ricordo che d’estate, durante le vacanze, volevo rimanere a tutti costi ad aiutare mio papà.”

Gianfranco Barban, titolare di Teckell


“Ho sempre avuto la passione per la meccanica, fin da piccolo: la mia famiglia lavorava la campagna e quando arrivava il meccanico per il trattore ero sempre lì, e lui mi diceva «Impara, impara, così diventerai un buon meccanico». E io osservavo.”


“Quando entra qui dentro, un pezzo di legno cresce.”

Carlo, falegname


Il montaggio di ogni singolo esemplare di Takto viene eseguito personalmente da Luigi Grillo. È un’operazione quasi chirurgica: indossando guanti in lattice maneggia con cura gli ingranaggi, vero cuore dell’orologio. “Il movimento generato dalla trazione di un peso di due chili sul primo ingranaggio viene moltiplicato per mille. La meccanica di precisione è questa: saper sfruttare ogni singolo quanto di energia al massimo. L’asta è realizzata in Invar, una lega con bassissimo coefficiente di dilatazione scoperta dal premio Nobel Charles Édouard Guillaume: le variazioni della sua lunghezza, dovute ai cambi di temperatura, vengono compensate da una pastiglia di ottone, che al contrario ha un alto coefficiente di dilatazione”.

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