#ilsaporedellavita

Il sapore della vita è un progetto di Findus ideato da Havas Worldwide Milano con la collaborazione di TPTS: l’idea iniziale di TPTS di raccontare, attraverso una serie di reportage declinati sui social network, storie vere legate al mondo di Findus, dopo alcuni confronti con l’agenzia e il cliente s’è focalizzata sulla realizzazione di una serie di interviste che raccontassero il rapporto tra gli italiani e il cibo. Testi e immagini sono stati rielaborati dall’agenzia e pubblicati sulla pagina Facebook Il sapore della vita (ora Findus Italia).

Il cibo non è solo la routine quotidiana del nutrirsi. Si intreccia al piacere della socialità e del mangiar bene, al desiderio di benessere, alle proprie scelte di vita.


“Questo cappello è da alpino, ma non da alpino normale, da alpino paracadutista. Purtroppo nell’87 sono caduto male e da allora non mi sono più paracadutato. Ricordo che ai tempi da mangiare ci davano quattro panini col prosciutto al giorno.”


“Mio marito era un attore: sapeste quante volte abbiamo invitato a cena Walter Chiari! Era da noi un giorno sì uno no.”


Circa il 15% degli italiani vive la scelta del cibo come momento di impegno e partecipazione.


Lina Orsolina sta preparando la cena per i clienti della sua trattoria. Un rituale che ripete, ogni sera, dal 1957, quando rilevò l’attività insieme al marito. “Di anni ne ho tanti, non dico quanti. Potrei smettere di lavorare, ma la gente che viene qui a mangiare e fare feste mi mantiene giovane”. La “Trattoria da Lina” è un luogo storico nel vero senso della parola: tutto qui è rimasto fermo agli anni del boom. Piatto forte: la pasta e fagioli “per cui spesso i clienti mi applaudono”.


Incontriamo Leila nel padiglione della Mauritania di Expo. Sta facendo colazione ma appena ci vede ci accoglie con un sorriso e un “Bienvenue”. Ci racconta che in Mauritania è principalmente la donna che cucina: pesce carne, riso, farina di mais e di grano. “A me piace soprattutto cucinare il cous cous, ma quello mauritano, che è diverso da quello nordafricano perché è scuro, è fatto col miglio”.


Soprattutto in Italia, il cibo rappresenta una delle espressioni più forti della cultura e dell’identità, sia di un paese che delle persone che lo abitano.


“La prima volta che sono entrata nel sushi bar dove lavoro l’ho fatto da cliente. Ho sempre amato il Giappone. Ora sto anche per pubblicare un libro che ne parla: sono tre racconti di magia, ovviamente ambientati lì. Quando il libro uscirà lo venderemo anche qui.”


Federico frequenta la terza elementare. Gioca a calcio e a basket, è un po’ timido, gli piace la Wii. “Con suo fratello Filippo o gioca o litiga, non c’è via di mezzo”, ci ha raccontato sua mamma, Silvia, “Ora sta facendo merenda. A vederlo così sembra persino tranquillo”.

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